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Vendola non molla, Zaia stabilisce altri record e Sangiuliano è in bilico
Ciak, secondo tempo. In una tornata elettorale con le previsioni rispettate, c'è bisogno di un supplemento di analisi per trovare la spigolatura giusta. E allora ecco che tocca scartabellare le preferenze di alcuni singoli candidati. Quelli che, nelle tre regioni al voto, cercavano l'inizio di una nuova vita. Da destra a sinistra, dalla Campania al Veneto, passando per la Puglia, ci sono quattro parabole che si intrecciano. Diversi tra loro, ma ognuno alla ricerca di una rivincita. Gennaro Sangiuliano, candidato in quota FdI dopo le dimissioni dal ministero della Cultura e la parentesi da corrispondente Rai a Parigi, è ancora in bilico. E poi c'è Luca Zaia, fermato dallo stop al quarto mandato, capolista della Lega in tutte le circoscrizioni, ovunque primo eletto. Quindi Nicola Vendola, detto Nichi, con il suo probabile ritorno nelle istituzioni al termine di una panchina durata un decennio. L'unico del poker a non essersi ricandidato, complice il veto dell'ex allievo Antonio Decaro, è stato Michele Emiliano. Per lui possibile un rientro in Giunta come assessore esterno. In alternativa, c'è un seggio in Parlamento nel 2027.






