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Grazie soprattutto a lui, la Lega evita il sorpasso di Fratelli d'Italia in una regione simbolo del Carroccio (dopo che la Meloni aveta avuto la meglio alle Politiche e alle Europee). Adesso torna in auge il tema del suo quarto mandato

Un leghista su tre lo ha scelto, pur consapevoli che il suo destino - con tutta probabilità - non sarà legato al nuovo Consiglio regionale di cui ufficialmente è entrato a far parte. Il plebiscito di Luca Zaia alle ultime elezioni regionali del Veneto è racchiuso tutto nel numero magico di 203.054 preferenze personali su 607.220 voti raccolti dal Carroccio. L'ex presidente della giunta locale non si era voluto rassegnato alla conclusione di ben 15 anni e mezzo consecutivi di amministrazione. E, dopo il no a un suo quarto mandato da governatore e un ulteriore niet a una lista con il proprio nome, aveva annunciato di candidarsi come capolista in tutte le sette circoscrizioni della regione, raccogliendo un diluvio di voti. Un consenso che equivale a un elettore su sei del centrodestra, dato che il neo eletto Alberto Stefani ha ottenuto un milione 211mila e 356 voti, pari al 64,3% di chi è andato alle urne.