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Tutte le trame del numero due Savino dietro l'ospitata all'evento di Md sul referendum

Nei giorni scorsi, per la seconda volta da quando è entrata nel vivo la campagna referendaria, la Cei è dovuta intervenire ufficialmente per ribadire di non aver dato indicazioni di voto in vista del 22 e 23 marzo. Così come avvenuto a fine gennaio, anche dietro a quest'ennesima reazione c'è la volontà di smentire il messaggio che la Conferenza episcopale si sia schierata per il "No" alla riforma Nordio. Appare significativo, però, che la nota dell'Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali sia stata diffusa poche ore dopo l'esplosione delle polemiche per la partecipazione di monsignor Francesco Savino ad un convegno anti-Nordio.

Il presule atteso il prossimo 13 marzo all'evento di Magistratura democratica, infatti, non è uno qualunque ma ricopre il ruolo di vicepresidente della Cei. La sua discesa in campo per il "No" ha finito per rafforzare a livello mediatico l'idea che la Conferenza episcopale stia facendo campagna. Un danno d'immagine che sta irritando molti vescovi italiani e che sta mettendo in difficoltà il cardinale Matteo Zuppi. Il presidente si è impegnato a mantenere e far mantenere la neutralità ma ha dovuto fare i conti con il crescente protagonismo del suo numero due. Quello che sta avvenendo, si sussurra delle diocesi italiane, è il remake di quanto visto per il referendum su lavoro e cittadinanza. Anche la scorsa estate, infatti, l'attivismo anti-governativo del vicepresidente coinvolse l'intera Cei che si ritrovò suo malgrado nell'elenco degli sconfitti al fianco della Cgil.