In una regione come il Veneto, governato per 15 anni da Luca Zaia, il leghista Alberto Stefani, 33 anni, è l’uomo chiamato a raccogliere l’eredità del “Doge”. Al record di più giovane deputato mai eletto nelle liste del Carroccio (è arrivato a 25 anni a Montecitorio) somma ora quello di più giovane presidente di Regione.

Nato a Camposampiero (Padova) il 16 novembre 1992 e cresciuto in un altro comune del padovano, Borgoricco, Stefani si è ricavato un ruolo di primo piano nella Lega in tempi brevissimi: basti pensare che dall’anno scorso è anche uno dei quattro vice segretari federale del Carroccio. Identità e di territorio le sue parole chiave. Si è occupato prevalentemente di temi sociali come cura degli anziani, diritti dei caregiver, lotta al disagio giovanile, violenza su donne e minori. Temi che restano per lui centrali

Gli esordi nelle giovanili della Lega

Laureato in Giurisprudenza a Padova, sta proseguendo gli studi giuridici, con pubblicazioni scientifiche sui temi del diritto canonico ed ecclesiastico. Stefani è entrato nella Lega quando aveva solo 14 anni appena: il colpo di fulmine, di fronte a un gazebo del partito. «Mi ha affascinato, ne condividevo le idee federaliste e mi sono iscritto», ha raccontato.