L’artista, scomparsa lo scorso 21 novembre, aveva annunciato di aver già selezionato l’abito per la propria sepoltura
di Arianna Galati
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“Fa bella figura”. Tre parole di commento per l’abito Dior di Ornella Vanoni che la cantante del secolo breve e del millennio più lungo, con la lungimiranza pratica di chi nella vita è stata presa in contropiede da tutto, aveva annunciato di aver selezionato per la propria sepoltura. Lo sparò in diretta televisiva a Che Tempo Che Fa, dettagliando gli estremi del funerale ad un attonito Fabio Fazio che si domandava, e il pubblico con lui, perché si fosse atterrati su quell’argomento tanto tabù. Ma per Ornella Vanoni, questa parola non esisteva davvero. Nel giro di neanche un minuto spiegò che la bara doveva “costare poco, perché deve essere bruciata”, che aveva chiesto a Paolo Fresu di suonare la tromba alla cerimonia, che voleva le ceneri sparse in mare, magari a Venezia. Il punto esclamativo si cristallizzò in quelle tre parole, un vocabolario essenziale di sartoria d’altri tempi. Nessuna civetteria, ma sempre senso pratico: chi ha ricercato il bello per tutta la vita, in ogni forma, non cede nemmeno all'ultimo millimetro.
Nel guardaroba di Ornella Vanoni si erano susseguiti i decenni della sua personalità, i look perbene degli anni Sessanta, la sensualità spiccata dei Settanta, gli incontri con Gianni Versace e con Gianfranco Ferrè, l’approdo tardivo al rigore signorile di Giorgio Armani. Maestra del reworn, cosciente di ciò che le faceva fare “bella figura”, nell’ultima gara al Festival di Sanremo nel 2018 aveva replicato in colori diversi un completo blusa + pantaloni di Antonio Riva, riciclato l’anno successivo. Il Dior dell’era Maria Grazia Chiuri aveva infine vestito le apparizioni istituzionali degli ultimi anni, laddove l’istituzione era ovviamente quel Sanremo che negli anni Venti le riservava il posto di superospite d’onore: nel 2021 con un capolavoro di essenzialità, l’abito nero Dior di Ornella Vanoni che fermò il respiro a più di un telespettatore, e due anni dopo uguale in rosso, statuario e strutturato come nei migliori sogni. Nel mezzo, una tournée in cui avrebbe vestito solo creazioni di Maria Grazia Chiuri, lei come le musiciste che la accompagnavano sul palco.











