Roma, 24 nov. (askanews) – “Il nostro Paese ha una tradizione agricola unica, una biodiversità tra le più ricche al mondo e una rete di piccoli e medi produttori che rappresenta un modello internazionale. Proprio per questo abbiamo la responsabilità di sostenere un accordo che guardi lontano, che protegga i territori e garantisca stabilità a chi vive e lavora nelle aree rurali”. Così il presidente dell’Uci, Mario Serpillo, sugli sviluppi dei lavori di Cop30. “Gli agricoltori italiani sono direttamente interessati dagli accordi raggiunti nel corso di Cop 30 perché ciò che si è deciso nei giorni scorsi avrà conseguenze dirette sui nostri campi, sulle produzioni e sulla vita quotidiana di chi lavora la terra”, ha sottolineato.
Le trattative sul clima hanno attraversato fasi particolarmente delicate. La bozza presentata dalla presidenza brasiliana non menzionava i combustibili fossili e proponeva un “acceleratore volontario” che molti Paesi hanno considerato insufficiente. Oltre 30 delegazioni europee hanno infatti espresso insoddisfazione, chiedendo almeno un riferimento esplicito all’avvio di un percorso di riduzione dei fossili. In questo contesto, la posizione italiana è apparsa oltremodo prudente, orientata tra attendismo e cautela.







