L’Associazione Demolitori Autoveicoli (ADA) ha giocato un ruolo determinante nella posizione che l’European Group of Automotive Recycling Associations (EGARA) ha appena inviato alla Commissione Europea sul futuro schema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i veicoli fuori uso, previsto dal nuovo Regolamento europeo ELV (End-of-Life Vehicles).

La richiesta

Il documento chiede alla Commissione di escludere categoricamente il valore dei ricambi usati dal calcolo dell’EPR. In altre parole: i costruttori automobilistici dovranno coprire l’intero costo del trattamento obbligatorio dei veicoli a fine vita – inclusa la rimozione dei materiali non redditizi – senza poter detrarre i potenziali introiti derivanti dalla vendita di parti riutilizzabili.

La strategia

«Qualsiasi contributo economico dei produttori deve essere calcolato sul costo reale del trattamento, detraendo esclusivamente il valore dei materiali contenuti nel veicolo, come se le parti vendibili non esistessero affatto», ha dichiarato il presidente ADA Anselmo Calò. «La vendita dei ricambi è un mercato a sé stante, con dinamiche proprie, e non può essere usata per ridurre gli obblighi EPR».