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Ultimo aggiornamento: 12:41
di Luca R Perfetti*
La nostra Costituzione garantisce la libertà dell’arte e della scienza e del loro insegnamento, nonché il diritto delle Università di darsi ordinamenti autonomi (art. 33, Cost.). L’autonomia della ricerca e della didattica sono il tratto distintivo di una Repubblica democratica e pluralista, un connotato della libertà di pensiero. Una libertà che – nella storia – non ha mai riscosso la simpatia dei governi, di quelli autoritari in particolare. Per questa ragione non possono che preoccupare alcune recentissime iniziative del governo italiano. Anzitutto, la riforma dell’Anvur.
L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur, appunto) ha funzioni strategiche nel sistema universitario italiano – poiché valuta processi, risultati, prodotti di formazione e ricerca; definisce i criteri per l’accreditamento, iniziale e periodico, delle Università e dei corsi di studio; misura la qualità della ricerca (VQR) dalla quale dipende anche il livello delle risorse trasferite agli Atenei; gestisce i processi di carriera dei professori (con la loro abilitazione scientifica); propone istituzione, fusione o accorpamento di Università. Proprio per la natura di queste funzioni, Anvur è stata istituita come agenzia indipendente, sottratta all’indirizzo governativo.






