Caricamento player
Domenica si vota per le elezioni presidenziali in Republika Srpska, una delle due principali entità che compongono la Bosnia Erzegovina, abitata in prevalenza da serbo-bosniaci. Sono elezioni anticipate indette per sostituire l’ex presidente Milorad Dodik, leader nazionalista e filorusso che ha minacciato più volte la secessione della Republika Srpska dalla Bosnia Erzegovina. Lo scorso agosto è stato rimosso dall’incarico per una condanna che gli impedisce anche di ricandidarsi. Rimane però un politico estremamente noto e influente nella Republika Srpska, e per questo le elezioni sono considerate una specie di referendum sulla sua leadership. Non c’è il ballottaggio: chi prenderà più voti verrà eletto direttamente.
La Bosnia Erzegovina ha un sistema di governo molto complicato, che serve a garantire un equilibrio tra i suoi principali gruppi nazionali: i bosgnacchi (generalizzando un po’, i bosniaci musulmani), i serbi e i croati, che si combatterono in una guerra molto violenta negli anni Novanta. Tra le altre cose, è suddivisa in diverse regioni amministrative dotate di grande autonomia, e la Republika Srpska è una di queste. In italiano viene anche chiamata Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina. Srpska è un aggettivo sostantivato composto dalla radice di srbin, che vuol dire “serbo”.











