L’ALLARME DEGLI ALLEVATORI SULLA DIPENDENZA DALL’ESTERO

Importiamo oltre sei bistecche su dieci

Cremonini (Assocarni): «I 300 milioni previsti dal “Coltiva Italia” possono però rilanciare la zootecnia italiana»

■ L’Italia è sempre più dipendente dall’estero per l’approvvigionamento di carni. Se nel 2019, l’anno prima del Covid, il grado di autoapprovvigionamento raggiungeva quasi il 55%, nel 2024 è precipitato addirittura al 37,2%. Oltre sei bistecche su dieci fra quelle che finiscono sulle nostre tavole sono importate.

Il tema, è bene chiarirlo subito, non è il ritorno all’autarchia, ma come si è capito chiaramente con l’inflazione a due cifre innescata per la carenza di materie prime energetiche e alimentari, legata all’invasione russa dell’Ucraina, più è alta la percentuale di prodotti importati e più siamo esposti alle speculazioni che si scatenano regolarmente sui mercati mondiali. Non si tratta di rivendicare la superiorità delle nostre produzioni. È una questione di sopravvivenza.