Proroga di un altro anno per Opzione donna, la pensione anticipata per le lavoratrici dipendenti e autonome con determinati requisiti. Una parziale riforma di questo strumento previdenziale figura in un emendamento riformulato di Fratelli d’Italia alla manovra di bilancio. La proposta, a prima firma Paola Mancini, proroga al 31 dicembre 2025 il termine entro il quale devono essere maturati i requisiti (35 anni di anzianità contributiva e almeno 61 anni d’età, ridotta di un anno ogni figlio fino ad un massimo di due) per accedere a trattamento pensionistico anticipato.
L’emendamento allarga anche la platea, modificando una delle tre categorie per accedere a Opzione donna: potranno accedere, anziché le sole licenziate o dipendenti da aziende in crisi, le lavoratrici disoccupate dopo licenziamento, dimissioni o risoluzione consensuale o per la scadenza del lavoro a tempo determinato. Nel dettaglio, l’emendamento modifica la terza delle tre categorie per accedere ad Opzione donna: quella delle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi. Con la modifica proposta da FdI potranno accedere le lavoratrici «in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale» o «per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi e hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante».







