La nuova legge di bilancio è stata oggettivamente molto avara sulle pensioni, a partire dal fatto che mentre alza di tre mesi al 2028 l’età pensionabile non ha prorogato nè Quota 103 nè Opzione donna, non prevede alcun meccanismo di uscita flessibile dal Lavoro nè tanto meno introduce agevolazioni a favore dei giovani che in future a causa di carriere sempre più discontinue faranno sempre più fatica ad ottenere un assegno decente. Con due differenti emendamenti inseriti tra i segnalati, e quindi oggetto di una corsia preferenziale, i senatori di Fratelli d’Italia cercano in qualche modo di aggiustare le cose.

Proroga Opzione donna

Il primo emendamento propone di prorogare di un altro anno di Opzione donna, la misura che consente l'accesso anticipato alla pensione per le lavoratrici dipendenti e autonome che rientrano in alcuni parametri. Il testo, in particolare, attraverso una riformulazione di un’altra proposta di modifica, propone la proroga al 31 dicembre 2025 del termine entro cui devono essere maturati i requisiti per poter aderire alla misura, ovvero 35 anni di contributi e almeno 61 di età, che cala di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due.

Platea più ampia

Oltre a questo l’emendamento di Fratelli d’Italia modifica la terza delle tre categorie per accedere ad Opzione donna: quella delle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi. Con la modifica proposta da FdI potranno accedere le lavoratrici «in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale» o «per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi e hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante».