Prima la dichiarazione involontaria, sfuggita ai vertici e diffusa dai media in prima mattinata. Poi quella ufficiale: il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha confermato ieri che i leader del G20 hanno già adottato a consenso «schiacciante» la dichiarazione del summit del 22 e 23 novembre a Johannesburg, contro il parere ostile dell’Argentina e quello, da remoto, degli Usa di Donald Trump.
Washington aveva boicottato la riunione finale del «disgraziato» anno di presidenza sudafricana del Gruppo, diffidando dall’adozione di un testo condiviso in sua assenza. Il monito è caduto nel vuoto: il gruppo ha dato il suo ok al documento già all’avvio del summit, il primo del club in Africa, sdoganando un documento di 122 punti che ricomprende tutti i pilastri dell’agenda fissata da Ramaphosa sotto la triade di «solidarietà, uguaglianza, sostenibilità». Buenos Aires si è sfilata parlando di «violazioni di regole del consenso» e «divergenze» geopolitiche che paiono ricondursi alla sintonia con l’amministrazione statunitense, rispettata anche a distanza dell’alleato.
Nel testo si toccano variamente il contrasto alla crisi climatica, la revisione dell’architettura finanziaria e della «sostenibilità del debito», una riforma che renda più «inclusivo» il Consiglio di sicurezza Onu, meccanismi per aumentare il controllo minerario dei governi nelle economie in via di sviluppo e una pace «giusta» in Repubblica democratica del Congo, Sudan, Ucraina e Medio Oriente. Uno dei capitoli più densi, quello climatico, insiste sul rispetto dei target dell’accordo di Parigi, l’obiettivo di azzeramento delle emissioni e un aumento nelle ordine delle migliaia di miliardi di dollari degli investimenti in finanza verde che oggi languono proprio nel Continente più vulnerabile alla crisi climatica, l’Africa. «Il problema centrale è sul consenso. Ci sono disaccordi interni ed è difficile che gli obiettivi climatici sopravvivano alla presidenza Usa in arrivo nel G20» dice Elizabeth Sidiropoulos, direttrice esecutiva del South African Institute of International Affairs.











