La musica rap come potente strumento di formazione della persona e crescita. Ora a riconoscerne ufficialmente il valore è l’università di Torino che per due anni ha studiato il metodo educativo Rapterapia, ideato dall’artista torinese Marco “Zuli” Zuliani. La ricerca, condotta da un team del Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione, ha validato scientificamente l’efficacia educativa di Rapterapia. Un riconoscimento ottenuto per la prima volta da un approccio che utilizza il rap come strumento terapeutico ed espressivo.

Le origini

Rapterapia è stato inizialmente sperimentato nelle comunità terapeutiche minorili di Terra Mia Onlus, poi utilizzata con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL 2 di Savona e in contesti educativi e sociali in tutta Italia, coinvolgendo spesso persone con disabilità, rifugiati e minorenni in carico ai servizi sociali che nella musica rap, nel lavoro in gruppo e negli studi di registrazione hanno trovato uno spazio di ascolto, creazione e trasformazione personale.

Dal 2016 Rapterapia ha coinvolto circa 4.500 ragazzi e ragazze tra i 12 e i 20 anni, provenienti da contesti molto diversi. Il 67% dei giovani è stato raggiunto attraverso le scuole, mentre il 33% attraverso servizi educativi territoriali, spazi di aggregazione giovanile, comunità per minori, centri diurni e progetti di accoglienza integrata. Da questa esperienza nel 2019 è nata anche Large Motive Records, un’etichetta “socio-discografica” che trasforma le storie dei ragazzi in musica e le pubblica sulle piattaforme digitali.