Avent'anni esatti dal suo primo trionfo, la Fondazione Italiana Sommelier incorona nuovamente Roberto Cipresso "Enologo dell'anno 2026". Un riconoscimento che celebra due decenni di ricerca pionieristica, e coincide con una svolta strategica nella carriera del wine maker: rafforzamento il canale diretto nel rapporto con i winelover, per privilegiare un rapporto autentico con il pubblico attraverso visite in cantina, masterclass e momenti di racconto, laddove lo storytelling è da sempre il punto di forza dell’esperto.
La scelta di potenziare il contatto diretto nasce dalla volontà di condividere senza filtri l'anima dei suoi progetti. Il cuore di questa rivoluzione è la cantina-laboratorio di Montalcino, un luogo di pensiero e creazione dove i vini realizzati da Cipresso in Argentina, California, Armenia, Spagna, Francia e Italia convivono con sperimentazioni audaci come "Pigreco" e "La Quadratura del Cerchio". L’idea dell’enologo è di aprire le porte di questo universo creativo e dare vita a un canale diretto, gestito attraverso il Club Eureka, con un ricco calendario di eventi.
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"Questo Oscar, a vent'anni dal primo, non è un traguardo, ma un'iniezione di fiducia per la nostra prossima evoluzione – racconta Cipresso – È un onore immenso che dedico alla mia famiglia e al mio team. Oggi, grazie a loro, siamo pronti a eliminare ogni distanza con chi ama il nostro vino, condividendo non solo un prodotto, ma l'intero processo creativo che c'è dietro. Il futuro è in questo dialogo diretto".







