BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Spari improvvisi, anche la mattina presto, che incutono paura e che annullano quella serenità di cui ognuno ha legittimo diritto di avere dentro casa. Mura domestiche che però, trovandosi in prossimità di zone verdi, ricadono, loro malgrado e illegittimamente in quanto comunque abitate, nelle aree battute dai cacciatori durante il periodo venatorio. «Ma ora le doppiette sono andate oltre – lo sfogo di Tamara Panciera, attivista ecologista e animalista –, hanno superato ogni limite. Ho subito un atto molto grave, che non va sottovalutato: degli spari vicinissimi alla mia persona. È ora che le autorità preposte fermino queste situazioni che potrebbero sfociare nella violenza. Sto valutando l'opportunità di presentare denuncia». La querela sarebbe contro ignoti, dato che la donna non ha visto in faccia gli individui, ma avrebbe comunque un peso non indifferente vista la gravità dell’accaduto.

L’episodio che ha fatto spaventare Panciera risale a qualche giorno fa. «Era mattina ed ero in casa – racconta – quando ho avvertito la presenza di uomini, con a seguito dei cani, nelle vicinanze della mia proprietà a Rive di Villa di Mel. Ho deciso quindi di uscire all’esterno per informarli di quanto già ampiamente noto e cioè che la zona è abitata e che è insopportabile udire tuonanti fucilate che rimbombano fin dentro le stanze come delle esplosioni. Forti scoppi improvvisi che incidono profondamente sulla salute e sulla serenità personali, garantite e tutelate dalla Costituzione italiana, di chi è costretto a subirle. Mi sono quindi indirizzata verso il loro senso di marcia, ovviamente palesando di continuo la mia presenza urlando in modo che mi sentissero. E proprio quando li ho avvistati ho sentito vicinissimi a me due spari, uno di seguito all’altro. Inutile dire che mi sono terrorizzata. Subito dopo il gruppo, stando ben attento a darmi le spalle per non farsi riconoscere, si è dileguato velocemente. Nessuno dei componenti si è fermato a raccogliere prede, così come non c’erano tracce di ferimenti o uccisioni di animali. Da qui il pensiero che i colpi siano stati sparati contro di me ad hoc come atto intimidatorio: di certo come tale l’ho vissuto. Sono tutt’ora sgomenta e mi chiedo se tanta ostinazione e prepotenza siano dovute al fatto che sono una donna. E alla luce dei femminicidi che avvengono con sempre maggiore frequenza e degli incidenti di caccia ormai all’ordine del giorno, questo episodio mi preoccupa molto. Perciò confido che le autorità preposte alla pubblica incolumità pongano definitivo rimedio a questa situazione già ben conosciuta, onde evitare che degeneri ulteriormente».