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Alle Olimpiadi di Sidney "Air Canada" saltò letteralmente in testa a Frederic Weis, pilastro francese di 218 centimetri: nessuno - nemmeno lui - è mai riuscito a replicare un gesto simile

Nello spogliatoio, da solo per un istante, Vince Carter fissa il piccolo monitor portato da un collaboratore. Per fortuna qualcuno ha registrato tutto da bordocampo, servendosi di una piccola videocamera. Spinge sul tasto “play”, sgrana gli occhi lui stesso, torna indietro, si riguarda l'intera scena. Per sette volte. Sette volte lo stesso lampo, lo stesso salto che sembra negare ogni legge di gravità e di buon senso. Attorno, i compagni urlano ancora, incapaci di credere a ciò che hanno appena visto nell’Arena di Sydney. Lui sorride, quasi intimidito dalla propria stessa audacia. È il 25 settembre del 2000, alle Olimpiadi si fronteggiano Usa e Francia e la storia ha appena cambiato forma: ha preso la traiettoria di un corpo che vola sopra un gigante di 218 centimetri.