Volodymyr Zelensky è di fronte probabilmente all'ora più buia.

E nel suo video messaggio al popolo ucraino, non ha nascosto le difficoltà che il Paese deve ora affrontare dopo l'arrivo del piano Usa-Russia per la pace.

"Siamo in uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull'Ucraina è al suo massimo. L'Ucraina potrebbe ora trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita della sua dignità o il rischio di perdere un partner chiave".

Il tempo corre, Donald Trump ha spiccato il suo ultimatum.

Scegliere entro giovedì o altro. Zelensky è alle corde, stretto tra gli scandali sulla corruzione, casse dell'erario quasi vuote e una situazione al fronte complicata. "L'Ucraina - ha assicurato - non deve rivivere il déjà vu del 24 febbraio, quando ci sentivamo soli, quando nessuno poteva fermare la Russia tranne il nostro eroico popolo, che si è eretto come un muro contro l'esercito di Putin". Furono i giorni della gloria, quando Zelensky si trasformò in Churchill del 21esimo secolo e, mostrandosi sui social dal cortile di palazzo Mariinsky a Kiev, rassicurò il suo popolo che non aveva abbandonato la capitale, come la 'desinformatia' russa pretendeva. Ma quel tempo non c'è più, i suo rating scendono, gli ucraini sono stanchi, le truppe al fronte mormorano. Come potrebbe reagire il Paese ad una pace forzata che prevede una mutilazione de facto, è un'incognita.