(di Stefano Ambu) Una tesi di laurea sull'hate speech all'Università di Cagliari.

E tra i casi di studio presentati dallo studente ci sono in particolare, tre post di Roberto Vannacci, generale e politico, vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier dal 2025 ed europarlamentare.

L'autore della tesi, Simone Cherchi, Facoltà di Studi Umanistici, Corso di Laurea in Lingue e Comunicazione - relatore il docente Massimo Arcangeli - si sofferma all'inizio del suo lavoro sulla definizione di hate speech. Tradotto in italiano significa discorso d'odio o incitamento all'odio.

Lo studente spiega che è sempre esistito, ma che ora in qualche modo è rafforzato e amplificato dalla rete e dai social.

L'autore distingue tra hate speech diretto e implicito o subdolo. Secondo Cherchi rientra nel secondo caso il primo esempio citato nella tesi. Vannacci condivide la notizia di dimissione dal parlamento europeo di Carola Rackete, l'attivista che al comando della nave da salvataggio Sea-Watch 3, nel giugno del 2019 decise di forzare il blocco del porto di Lampedusa per portare a terra 42 migranti: "Non ci mancherai. Ora speriamo che anche Ilaria Salis e Mimmo Lucano seguano l'esempio". Fin qui tutto lecito, spiega l'autore. C'è un problema, però: le foto: "Ci troviamo davanti a un caso di linguaggio d'odio subdolo, il politico per bypassare gli algoritmi di Meta, evita l'umiliazione diretta, utilizzando delle foto di Carola, ed evidenziando la sua peluria con un primo piano alle sue gambe.