Caro direttore ho due figli maschi. Uno dei due Franco, dice: la mia morosa se dopo aver fatto l'amore mi va a denunciare che prove ho io che lei era consenziente? Non è che dobbiamo prima fare richiesta in carta bollata autenticata da un avvocato?
Cordiali saluti
Amalia Marcon
Cara lettrice, se mio figlio mi facesse una domanda di questo genere, forse per prima cosa mi preoccuperei del rapporto che esiste tra lui e la sua fidanzata, poi gli suggerirei: "Se hai questo tipo di dubbi, forse prima di arrivare alle carte bollate sarebbe il caso che tu e la tua fidanzata vi parlaste e vi chiariste per bene o che prendiate subito entrambi strade diverse".
Dialoghi familiari immaginari a parte, immagino che suo figlio con quella battuta volesse in realtà esprimere le sue perplessità sulla recente legge che riforma il codice penale e stabilisce che un atto sessuale in assenza di consenso "libero e attuale" della donna è comunque un abuso o uno stupro. So che altri, magari senza dirlo apertamente, la pensano allo stesso modo. A me pare invece che questa legge sia un grande atto di civiltà. Perché introduce un principio fondamentale: d'ora in avanti nei processi per stupro non sarà più la donna a dover dimostrare, venendo sottoposta a interrogatori spesso impietosi e dolorosi, di aver resistito alla violenza o a quelle che qualcuno chiama "avance". Sarà l'uomo a dover dimostrare che nel rapporto sessuale c'era il consenso esplicito, consapevole e attuale da parte della donna. Prima e durante l'atto.











