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Dopo il no al ricorso, la Procura chiede di oscurare la pubblicità dell'azienda. La replica: "Tempismo sospetto"

Da una parte la Procura di Milano che chiede di punire con l'oscuramento pubblicitario uno dei marchi mondiali del made in Italy. Dall'altra il marchio mondiale che reagisce accusando i magistrati di alzare il livello dello scontro per nascondere le proprie sconfitte. È uno scontro frontale di rara asprezza quello che oppone il gruppo Tod's alla Procura milanese: e in particolare a Paolo Storari, il pubblico ministero che delle campagne contro lo sfruttamento della manodopera da parte delle grandi griffe ha fatto una battaglia quasi personale. E che mette sotto inchiesta per caporalato tre manager del gruppo guidato da Diego Della Valle, nonché il gruppo stesso come persona giuridica, dopo avere chiesto che venisse messo sotto amministrazione giudiziaria. Un secco comunicato di Tod's ribatte parlando di "sospetto tempismo", sottolineando la coincidenza della notizia con l'insuccesso subito dalla Procura davanti alla Cassazione: la Suprema Corte ha respinto il ricorso di Storari per tenere l'inchiesta a Milano anziché trasferirla a Macerata, sotto cieli giudiziari che Della Valle considera probabilmente meno tempestosi.