Due libri, due facce della realtà, ma non contrapposte. L’anno scorso Federico Rampini pubblicò Grazie Occidente! Tutto il bene che abbiamo fatto (Mondadori) per sottolineare i meriti che la nostra civiltà ha cumulato nei confronti del resto del mondo, e per esortarci a smettere con l’autoflagellazione in cui amiamo esercitarci noi occidentali, quantomeno da quando è di moda il “woke” (ma in realtà già da prima) come se fossimo responsabili di tutti i mali del mondo. Nel 2025 Franco Cardini ha risposto con Grazie Islam! Quelle poche, piccole cose che l'Occidente moderno deve al mondo musulmano (PaperFirst), un saggio in cui lo storico si propone di riequilibrare la prospettiva, senza cadere nel woke a cui è refrattario. I due autori e i due libri non sono l’un contro l’altro armati: si tratta di considerare entrambe le facce della medaglia. Al lettore il compito della sintesi.
La campana pro-occidentale
Rampini rivendica le tante cose fatta dall’Occidente e a cui si tende a non attribuire merito perché le si dà per scontate. Citiamo dal risvolto di copertina. Che sintetizza l’argomento alla perfezione: “È ora di ribellarsi, in nome della verità. Cinesi o indiani, brasiliani o africani, il mondo è popolato da miliardi di persone che devono la loro stessa esistenza... a noi. La scienza occidentale, pensiamo alla nostra medicina e alla nostra agronomia, è stata copiata e applicata dal resto dell'umanità con benefici immensi. Se la longevità è aumentata, la mortalità infantile è crollata, il livello d'istruzione è cresciuto nel mondo intero, è perché l'Occidente ha esportato progresso. Dove si combatte per migliorare i diritti umani - per esempio la condizione della donna - il paradigma da emulare siamo noi. Il nostro modello industriale ha sollevato dalla miseria grandi nazioni. La sfida per un'economia più sostenibile e per decarbonizzare l'ambiente sarà vinta grazie alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica dell'Occidente. Viviamo in un'epoca in cui pronunciare queste verità è scandaloso, è proibito. Il conformismo dominante impone una versione bugiarda della storia, in cui la ‘razza bianca’, europea o nordamericana, ha seminato solo distruzione, oppressione, sofferenze. L'idea stessa di progresso è disprezzata, siamo sottoposti a un lavaggio del cervello quotidiano per inculcare la certezza che l'Apocalisse è dietro l'angolo (per colpa nostra). Perché la Cina e l'Iran oggi si definiscono ‘repubbliche’, un concetto che non esiste in Confucio o nel Corano? Una lezione di onestà storica è urgente per le nuove generazioni, aiuta a ricostruire la nostra autostima e a vedere il futuro con più fiducia”.









