Ivertici del governo italiano aspettano la formalizzazione del piano di pace degli Usa e al momento non si sbilanciano in commenti sull'iniziativa di Donald Trump.
Mentre a Washington il presidente Usa attende le risposte di varie capitali europee sul Purl, il meccanismo di acquisto di armamenti statunitensi da fornire all'Ucraina.
A Roma si è ancora in fase di studio e riflessione, come sta accadendo in altri grandi Paesi Nato, spiegano fonti italiane, precisando che comunque il sostegno a Kiev è immutato (così come esplicitato dal Consiglio supremo di difesa lunedì al Quirinale). E continua bilateralmente: con il dodicesimo pacchetto di aiuti militari in arrivo e con quello di forniture energetiche (a partire dai generatori), che per Volodymyr Zelensky non è meno importante con l'inverno alle porte. In questo quadro di attesa, dall'Italia si apre a sorpresa uno spiraglio per la soluzione sull'utilizzo dei beni russi congelati per sostenere l'Ucraina. 'Siamo favorevoli - spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani - però bisogna individuare la base giuridica che permetta di fare questa scelta. C'è solo una questione giuridica, non è una questione politica. Bisogna vedere come si può fare e come garantire anche la stabilità dell'eurozona. I giureconsulti ora devono fare un'analisi approfondita con la Bce'. Un'apertura che però il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ritiene 'estremamente pericolosa'. 'Ci esponiamo a mille problemi - avverte - in un momento in cui si legge di piani di pace, di proposte americane, di espropri non ritengo che sia il caso di parlarne'.









