Roma, 20 nov. (askanews) – Dopo mesi di stallo, i negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina riprendono slancio con una proposta americana di cui si hanno molte indiscrezioni e non un testo, e che ha già suscitato le proteste da parte europea, dato che Ucraina, come Ue e le principali cancellerie, non sono state coinvolte nel dibattito per la nuova iniziativa. L’Europa e l’Ucraina vogliono una pace “giusta e durevole”, ma non “alcuna forma di capitolazione”, ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot prima del Consiglio Affari esteri dell’Unione Europea a Bruxelles, seguito dai colleghi di gran parte degli Stati membri. L’Ungheria tiene il punto, remando controcorrente: “se la dirigenza europea fosse normale dovrebbe aver immediatamente fermato i finanziamenti all’Ucraina e chiesto un audit, dobbiamo sapere come i soldi dei contribuenti europei sono stati spesi in Ucraina”, ha affermato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, martellando sul delicato tasto dello scandalo di corruzione che sta terremotando i vertici ucraini.
Ieri la notizia del nuovo piano americano è stata accompagnata da indiscrezioni su un certo ottimismo dell’amministrazione Usa, di potere arrivare a un accordo in tempi brevissimi, forse addirittura questa settimana. A Mosca si tiene un basso profilo, oggi il Cremlino ha detto che con gli Stati Uniti ci sono contatti, ma non negoziati in corso.













