Caricamento player

L’anno scorso, durante la conferenza stampa di presentazione del suo album È finita la pace, il rapper italiano Marracash specificò che nel disco non erano presenti featuring, ossia canzoni fatte in collaborazione con altri cantanti. Rivendicò quella scelta come un elemento di originalità del progetto, ma anche come un modo per prendere le distanze da alcune tendenze consolidate dell’industria discografica, tra cui per l’appunto la sovrabbondanza di collaborazioni. Recentemente il collega Caparezza ha fatto una scelta analoga in Orbit Orbit, il suo nuovo disco: anche lui ha tenuto a evidenziare che nel disco «non ci sono feat».

Nel mercato della musica contemporaneo i featuring non sono motivati tanto da esigenze artistiche, ma soprattutto dal raggiungimento di obiettivi commerciali. Questo perché permettono di ampliare il proprio pubblico di riferimento, aumentando così visibilità, ascolti e presenza nelle classifiche e nelle playlist delle piattaforme. Secondo le opinioni più critiche, l’eccesso di collaborazioni spesso finisce per compromettere il valore e l’originalità di molte uscite discografiche, perché la presenza continua di ospiti rischia di indebolirne la coerenza artistica, rendendo i dischi e i singoli più prevedibili e annacquati, interpretati nei casi limite da cantanti quasi interscambiabili tra loro.