Nell’era della medicina di precisione, delle nuove tecnologie diagnostiche e dell’Intelligenza Artificiale i dati rappresentano un elemento imprescindibile. Non solo perché consentono di sviluppare terapie e vaccini innovativi, come si è visto durante la pandemia di Covid-19, ma soprattutto perché offrono un fondamento solido – verificabile e condivisibile – alle decisioni cliniche. Senza dati affidabili la medicina rischia di smarrire la sua natura scientifica, confondendosi con pratiche prive di evidenza o, peggio, ingannevoli.

Medicina scientifica e illusioni magiche

A spiegarlo è Lorenzo Montali, Presidente del Cicap, organizzatore del Cicap Fest, il festival della scienza e della curiosità, che si è svolto a Padova dal 14 al 16 novembre. “Ci sono due considerazioni – spiega -. La prima considerazione riguarda la distinzione tra medicina scientifica e proposte terapeutiche che, invece, non hanno alcun fondamento nei dati. E’ significativo l’esempio drammatico dei genitori veneti che hanno creduto alla cosiddetta nuova medicina germanica, secondo cui la malattia non esiste come fatto organico, ma è un’invenzione del nostro cervello. Hanno così rinunciato a curare figlio, che poi è deceduto”.