Integrare dati clinici, genetici, di risonanza magnetica e le misure riportate dal paziente e analizzare tutte le informazioni grazie alla potenza dei sistemi di Intelligenza Artificiale. È in questa direzione che si sta muovendo la ricerca sulla sclerosi multipla con la promessa di ridisegnare la prevenzione e la cura di una malattia che, solo in Italia, colpisce circa 144 mila persone. Il tema dell'impatto dell'Intelligenza Artificiale e dell'utilizzo dei dati è il filo conduttore del congresso annuale dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) e della sua Fondazione (Fism) al via da oggi a Roma.
Nel nuovo scenario tracciato dal congresso, i dati generati dalle persone che vivono con la sclerosi multipla svolgono un ruolo cruciale. "Una scienza che unisce dati di provenienza diversa è una scienza della collaborazione tra diversi attori, per prime le persone che vivono con la malattia e i loro caregiver", spiega Paola Zaratin, direttore scientifico Fism. "I dati generati dai pazienti sono indicatori di impatto di un rinnovato valore della salute e devono contribuire allo sviluppo di nuovi descrittori clinicamente significativi per le persone con sclerosi multipla, anche come criteri per l'accesso ai trattamenti", aggiunge.







