Operazioni nostalgia. Così Bending Spoons, tra le realtà più rilevanti del panorama tecnologico europeo, acquisisce, ristruttura e potenzia i marchi più popolari di Internet.

A fine ottobre 2025 il gruppo milanese ha sorpreso tutti con una sequenza di operazioni raramente viste nel settore tech europeo (e non solo) in così breve tempo. Nel giro di 48 ore ha annunciato tre mosse che hanno rimodellato il suo bilancio e ridefinito la sua narrativa di mercato: l'acquisizione di AOL, un pacchetto di debito da 2,8 miliardi di dollari e un aumento di capitale da 710 milioni di dollari. Oggi il colosso tech italiano vale 11 miliardi di dollari.

L’ANALISI

Come ha fatto Bending Spoons a diventare una formidabile macchina da soldi

Ma facciamo un passo. Il 29 ottobre, Bending Spoons ha ufficializzato l’accordo per l'acquisizione di AOL da Yahoo (Apollo Global Management) con una transazione del valore compreso tra 1,4 e 1,5 miliardi di dollari. L'accordo - che come riferito dalla società, si concluderà entro la fine del 2025 – porta uno dei siti più vintage del web sotto la proprietà italiana. Non solo, il giorno dopo (il 30 ottobre), il gruppo ha comunicato di aver raccolto un round dal valore di 710 milioni di dollari (270 milioni di capitale primario e 440 milioni di capitale secondario), guidato da fondi globali di peso come T. Rowe Price Investment Management, Baillie Gifford, Cox Enterprises. E - nella stessa giornata - ha formalizzato il completamento di un pacchetto di finanziamento del debito da 2,8 miliardi di dollari da alcune delle principali banche del mondo: BNP Paribas, Goldman Sachs, HSBC, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Mitsubishi UFJ Financial Group. “Soldi destinati sia all’operazione Aol, sia a future manovre di M&A”.