La cavalcata di Bending Spoons non accenna a fermarsi, uno dei rarissimi “unicorni” italiani nel settore tech. Meno di un mese dopo aver annunciato l’acquisizione di Vimeo per 1,38 miliardi di dollari, interamente in denaro e non in azioni, la tech company milanese sarebbe in trattativa con Yahoo per comprare anche Aol. Lo riferisce Reuters citando alcune fonti che preferiscono mantenere l'anonimato. L’operazione varrebbe circa 1,4 miliardi di dollari: ma non è detto che vada a buon fine, visto che non c’è ancora la firma. Per ora, nessuna delle società coinvolte ha voluto rilasciare dichiarazioni.La parabola di Aol, dal successo degli anni Novanta a YahooAol – che qualcuno ricorderà col suo vecchio nome di America Online – è uno dei primissimi internet service provider, divenuto iconico negli anni Novanta. Nel 2000 fu protagonista della fusione-monstre con Time Warner: un’operazione da 165 miliardi di dollari che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto dare vita a un colosso multimediale digitale di portata planetaria. Ma le cose non andarono come previsto. La bolla delle dot-com scoppiò pochi mesi dopo, Aol non riuscì a rispettare le previsioni di fatturato e i suoi servizi furono ben presto soppiantati dalla diffusione della banda larga. Aggiungendo a questi ingredienti anche l’aperta ostilità reciproca tra i manager delle due società, si capisce perché questo affare è rimasto nella storia come un fallimento epocale.Aol venne quindi scorporata da Time Warner e ritrasformata in una società indipendente nel 2009. Il 12 maggio 2015 il marchio di telefonia Verizon la acquisì per 4,4 miliardi di dollari, per poi comprare l’anno successivo anche Yahoo per altri 4,8 miliardi. Dalla fusione delle due organizzazioni nacque Oath, poi ribattezzata Verizon Media, che nel 2021 passò al fondo di private equity Apollo Global Management (che diede nuovamente al gruppo il nome di Yahoo). Oggi, riferisce Reuters, i ricavi di Aol derivano soprattutto dalla pubblicità e dai servizi in abbonamento, come la protezione contro il furto d’identità LifeLock, la gestione delle password LastPass e la protezione da malware McAfee Multi Access. E il traffico sul sito web è in rapida crescita, soprattutto nella fascia di età tra i 25 e i 54 anni.Bending Spoons continua a fare shopping di aziende techSe l’operazione andasse in porto, sarebbe l’ennesima acquisizione di rilievo per Bending Spoons. Fondata a Milano nel 2013 con un nome dichiaratamente ispirato al cult movie Matrix, l’ex startup italiana ha chiuso il 2024 con un +72,5% di fatturato (volato a 622 milioni di euro) e, dato ancora più eclatante, con un Ebitda margin al 50,6% - per intenderci, più di Apple (34%) e Google (36,45%). È una private company, non una società quotata, e con l’ultimo round di finanziamento del febbraio 2024 ha raggiunto una valutazione di 2,55 miliardi di dollari. È diventata nota anche al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori quando ha sviluppato per conto del governo italiano l’app Immuni, usata per tracciare i contagi da Covid-19.Il logo sulla sede centrale di Bending Spoons SpA nel quartiere di Porta Nuova a Milano.Francesca Volpi/Bloomberg tramite Getty ImagesLa strategia di Bending Spoons sembra chiara: fare la spesa sul mercato delle aziende tecnologiche in difficoltà e trovare strategie per rilanciarle. Lo ha fatto con Evernote, Hopin (e quindi StreamYard, Streamable e Superwave), Issuu e lo scorso anno anche con WeTransfer. Un’acquisizione, quest’ultima, che ha fatto molto rumore anche perché seguita dopo pochi mesi da una pesante ondata di licenziamenti: l’organico è stato ridotto del 75%. È ancora troppo presto per sapere che ne sarà di Vimeo, perché l’operazione è a buon punto ma per il closing bisognerà aspettare ancora qualche settimana. E, nel frattempo, si scoprirà anche se a questa ormai lunga lista si aggiungerà anche Aol.