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Napoli, 20 nov. (askanews) – Merletti e abiti alla moda, manichini sospesi e haute couture che ha fatto la storia. Vogue Italia lo ha descritto come “una gemma da conoscere, con un laboratorio di restauro che salva i capolavori di un tempo”. Il Museo della Moda – Fondazione Mondragone, in un antico palazzo tardo-barocco, ha una posizione strategica poiché situato all’interno dei Quartieri Spagnoli. Oltre a un respiro internazionale che è parte del DNA di Napoli come ci spiega la presidente della Fondazione e avvocato Maria D’Elia.

“I nostri locali vengono utilizzati anche da artisti stranieri, perché io parto da un concetto di condivisione, esiste una politica di condivisione dei saperi, della storia e quindi il museo, specialmente poi un museo pubblico, ha l’obbligo di mettere a disposizione i propri spazi per la conoscenza, per creare dei luoghi dove gli artisti si sentono a casa, anche all’estero”, dichiara D’Elia.

Gli stranieri vengono e vogliono vedere i quartieri spagnoli, vogliono essere ospitati nelle case dei quartieri spagnoli perché c’è tutta una storia, una storia che affonda le sue radici proprio nella internazionalità di Napoli, la storia di Spagna, Francia e Inghilterra, ci dice D’Elia.