Napoli, 27 nov. (askanews) – Chi ha la fortuna di poter ammirare il Museo della Moda – Fondazione Mondragone guidato da Maria D’Elia ai Quartieri Spagnoli di Napoli avrà notato gli allestimenti che hanno quel guizzo artistico che non tutti i musei possono vantare. I manichini hanno teste particolari, i vestiti quasi volano e i tessuti quasi parlano. Costumi che raccontano storie e certi bottoni vengono giustamente trattati per quello che sono: capolavori.

A curare l’allestimento è infatti un noto artista, Michele Iodice che ci dice di aver trovato giusto valorizzare ad esempio i bottoni e dedicargli una stanza. L’allestimento di Iodice in chiave moderna ha fatto parlare non solo in città. Perché gli abiti qui non vengono presentati, o mostrati, ma prendono vita nel loro contesto sociale, storico e artistico.

I materiali e i tessuti parlano. Gli oggetti non solo si indossano, ma raccontano la storia. Il guardinfante ad esempio, una sorta di gabbia che funge da amplificatore della gonna, concepita per snaturare le forme sottostanti è un concetto che trascende il comparto del fashion.

Maria D’Elia ci spiega che lo stesso Iodice si occuperà dell’allestimento della prossima mostra dedicata a uno stilista napoletano, un grande sarto: Fausto Sarli, amato nel tempo fra le altre delle gemelle Kessler e da Ornella Vanoni, ma anche da Liz Taylor negli anni Sessanta e poi indossato da Monica Bellucci, Eva Herzigovà e Carol Alt.