Quando Leo è arrivato in clinica, i suoi occhi non avevano più la luce di sempre. Golden retriever di otto anni, appariva stanco, abbattuto, con febbre, inappetenza e valori ematici alterati. Un quadro clinico incerto, che metteva in difficoltà anche i professionisti più esperti. “Non c’era nulla di chiaro”, racconta il veterinario che lo ha preso in carico. “I sintomi erano vaghi, gli esami non indicavano una direzione precisa”. In casi come questi, l’intuito conta. Ma a volte anche l’intuito ha bisogno di una spinta. È in quel momento che il medico ha deciso di chiedere aiuto a Laika, un assistente veterinario basato sull’intelligenza artificiale, sviluppato dalla startup italiana Aitem e sostenuta da Purina attraverso il programma di accelerazione Unleashed.
Dopo aver inserito i sintomi e i risultati degli esami, l’algoritmo ha suggerito alcune ipotesi diagnostiche, tra cui una possibilità inizialmente non considerata: la leptospirosi a decorso epatico atipico. “Laika ci ha aiutato a orientare il ragionamento”, racconta il medico. “La leptospirosi epatica era un possibilità che inizialmente non avevamo considerato, specie in un cane già vaccinato”. E così, come consigliato, hanno effettuato un test Pcr. Risultato? Positivo. La terapia mirata è partita subito. In pochi giorni, Leo stava meglio. E i suoi umani hanno tirato un sospiro di sollievo. “La prontezza della diagnosi ha fatto la differenza, sia per il cane che per i suoi proprietari, che ci hanno espresso tutta la loro gratitudine”, spiega il veterinario. Una storia come questa – vera, concreta, umana – spiega più di mille parole cosa può significare l’innovazione in ambito veterinario. Ma per capirla davvero, bisogna fare un passo indietro.







