Condono large e riserve auree di Bankitalia, contante anche sopra i 5mila euro ma con il bollo, previdenza complementare per i nuovi nati.

Fratelli d'Italia tira dritto e negli emendamenti segnalati alla manovra conferma tutti i cavalli di battaglia di questi giorni. Ma il leader della Lega Matteo Salvini interviene in serata, dice no alle proposte di sanatoria edilizia così come ipotizzate finora e rilancia proponendo il meccanismo del silenzio assenso: i Comuni devono risponde entro sei mesi se non lo fanno l'immobile ha tutti i diritti, è in regola.

Dalla Lega arrivano anche altre proposte: dagli affitti brevi alla norma sui dividendi e sul congelamento dello scalino pensionistico rinunciando, però, a tentare addirittura l'opzione dell'abbassamento dell'età pensionabile ipotizzata in un primo tempo con una copertura che triplicava il prelievo Irap su banche e assicurazioni. Da Forza Italia si attendono le proposte su casa, compensazione dei crediti, dividendi e comparto sicurezza. Mentre Noi moderati insiste sugli affitti lunghi e le detrazioni sui libri scolastici e Civici d'Italia propone il dimezzamento della tassa che i Comuni possono chiedere per la domanda di cittadinanza.

Insomma, nonostante il passaggio delle forche caudine dei segnalati le richieste di modifica all'interno della maggioranza restano tante e diversificate e toccherà al vertice di maggioranza di domani sera con la premier e il ministro Giancarlo Giorgetti provare a trovare una quadra. Anche perché proprio mentre Fdi spinge sulle sanatorie arriva un no apparente alle sanatorie con una proposta che potrebbe allargare ancora di più le maglie di un condono, con il meccanismo del silenzio assenso: "Siccome ci sono milioni di pratiche arretrate, secondo me la soluzione non è fare nuovi condoni - dice - la proposta che porto come Lega e come ministro - ha spiegato Salvini - è di dare 6 mesi al massimo di tempo agli enti locali per rispondere alle migliaia di cittadini che hanno fatto domanda di condono 5 anni fa o 40 anni fa, pagando. I Comuni devono dare una risposta e se non lo fanno entro sei mesi, vale il silenzio assenso, e vuol dire che quell'immobile ha tutti i diritti e tutti i permessi".