La partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv si giocherà venerdì al PalaDozza, nonostante le proteste annunciate.
E' l'esito del tavolo in prefettura. "Ho rappresentato la mia contrarietà, ma mi è stato ribadito dal prefetto e dal ministero dell'Interno che ci sono le condizioni di ordine pubblico e rispetto dell'incolumità dei cittadini per poterla svolgere. Non posso che prenderne atto", ha detto il sindaco Matteo Lepore. Le proteste "sono questione internazionale seria e grave, va gestita con la testa e non coi muscoli, il ministero ha deciso di gestirla coi muscoli e se ne assume le responsabilità", ha aggiunto.
"C'era spazio per una diversa conclusione di questa storia. Nel precedente incontro era stato messo a verbale che tutto il comitato aveva dubbi sullo svolgimento della partita al PalaDozza, la Virtus aveva individuato alternative di campo, a Trento o Milano e alternative di data, con forti perplessità da parte dell'Eurolega con cui occorreva fare un lavoro. Era possibile trovare un'altra data all'Unipol Arena o in fiera da qui a fine anno o all'inizio dell'anno prossimo. Ma l'intervento del ministro Piantedosi a mezzo stampa, che ha sovvertito l'orientamento dello scorso comitato, ha fermato il lavoro della Virtus nel trovare un'alternativa e quindi siamo arrivati ad oggi con questa decisione finale". Lo ha spiegato il sindaco Matteo Lepore, dopo l'incontro in prefettura che ha confermato la partita tra Virtus e Maccabi di domani. "E' evidente che il Viminale ha scelto di portare a Bologna centinaia di poliziotti da ogni parte d'Italia per garantire l'ordine pubblico di questa partita, speriamo non diventi una giornata dove la città viene messa a soqquadro", ha agiunto Lepore. "Sarà responsabilità dei manifestanti se ci saranno danni e faccio appello a loro per una manifestazione pacifica, credo sarebbe una cosa grave anche per la stessa causa della pace e della Palestina", ha detto il sindaco. Il ministro "poteva avere maggior rispetto per la città di Bologna, così non è stato e adesso lavoreremo perché ci siano meno problemi possibile".














