Roma, 19 nov. (askanews) – Il comparto lattiero caseario italiano e piemontese “sarà, con ogni probabilità, chiamato ad affrontare mesi non semplici per via di numerosi e imprevedibili fattori ed è dunque fondamentale mettere in campo tutta la resilienza di cui le aziende agricole sono capaci per affrontare unite le prossime sfide, tenendo sotto controllo i costi di produzione ed essendo particolarmente accorti nel programmare nuovi e mirati investimenti”. Lo ha detto il direttore di Confagricoltura Piemonte, Paolo Bertolotto, riassumendo la mattinata di analisi e confronto tra tecnici e allevatori avvenuta a Marene martedì 18 novembre in occasione del convegno “Dinamiche di mercato e competitività della filiera lattiero-casearia italiana” organizzato da Confagricoltura Piemonte, Confagricoltura Cuneo e Confagricoltura Torino, in collaborazione con la cooperativa Lait Service.

Se, da un lato, il comparto vive un 2025 favorevole a livello globale per ciò che riguarda l’andamento climatico che incide sulle produzioni di materie prime, soia e mais su tutte, e vede costi di produzione in calo (-19% l’energia elettrica e -22% il gas metano su novembre 2024) o stabili (alimentazione e fertilizzanti), dall’altro lato occorre fare i conti con una produzione in crescita a livello mondiale del 4,4% rispetto al settembre 2024, come non si vedeva dal 2014. Un trend analogo (+4,3%) il CLAL lo registra per le consegne di latte in UE, trainate da Paesi come Olanda (+6,8%), Francia (+5,9%), Polonia (+5,2%) e Germania (+4,9%). Leggermente distante l’Italia con un +2% (sottodimensionato).