VITTORIO VENETO (TREVISO) - «Armiamoci». Quella di Michele Toffoli, ex consigliere comunale e già candidato sindaco, oggi titolare del negozio di giocattoli "Casa della bambola", non è solo una provocazione. Dopo aver ricevuto a fine ottobre nella sua casa a Ceneda la visita dei ladri, che hanno messo a soqquadro l'appartamento dopo esser entrati all'imbrunire da una finestra forzata, scappando poi a mani vuote, Toffoli non nasconde la sua preoccupazione, e quella di altri cenedesi, visitati anche in pieno giorno dai malviventi. Nel mirino dei ladri era finita anche l'abitazione dell'ex segretario della Lega ed ex consigliere comunale, Roberto Parrella. Un crescendo di furti che ha creato preoccupazione. Un caso, quello di Toffoli, finito anche alla ribalta nazionale, intervistato nei giorni scorsi dalla trasmissione "Fuori dal coro" di Rete4.
«Dobbiamo arrangiarci noi, armandoci, avendo qualcosa in casa che sia da deterrente afferma Toffoli - La mia è una provocazione fino a un certo punto visto quello che sta succedendo. A Vittorio Veneto, come nel resto della provincia, ormai i furti non si contano più da quanti sono: questi malviventi ci stanno usando come bancomat. Dobbiamo per forza dare una risposta a questi delinquenti. Le forze dell'ordine hanno le mani legate. E vengono continuamente tacciate di essere violente o di non rispettare la gente. E poi le leggi del nostro Stato non aiutano. Quindi dobbiamo essere noi cittadini a dare dei segnali. E questo non vuole dire che bisogna difendersi uccidendo qualcuno, ma basta accettare passivamente quanto sta accadendo». Parole che derivano dall'aver vissuto in prima persona l'intrusione di malviventi nella propria casa.






