TREVISO - Armarsi di bastone ed uscire in ronda per contrastare i ladri che imperversano facendo razzie nelle case non è, per Daniele Pelliciardi, la soluzione. Il figlio di Guido Pellicciardi e Lucia Comin, la coppia massacrata durante una rapina finita in tragedia, è oggi il coordinatore del Controllo di vicinato a Gorgo al Monticano, il comune dove abita. Ha raccolto le adesioni di un'ottantina di cittadini che si tengono in collegamento fra loro tramite i gruppi di whatsapp.
«Premetto che comprendo benissimo l'esasperazione di queste persone che si sono sentite violate nell'intimità della propria casa dice Pellicciardi ma procedere con bastoni e ronde non è la soluzione. L'attività di repressione spetta alle forze dell'ordine. Se una persona esce provvista di bastone è già disposta ad offendere e questo non va bene. Piuttosto si possono organizzare dei gruppi che vanno a camminare in modo pacifico, dalle 18 alle 20, composti da una decina di persone. Chi cammina chiacchiera, fa rumore, magari si muove con la torcia per illuminare la strada. Questi ladruncoli sono molto diversi dagli assassini che hanno ucciso i miei genitori, questi sono piccoli delinquenti».
Per Daniele Pelliciardi è fondamentale essere uniti fra vicini. «Nel nostro gruppo del controllo di vicinato spiega i componenti conoscono le abitudini dei propri vicini. Noi non facciamo ronde, guardiamo a ciò che accade nel nostro quartiere. Se sappiamo che il vicino è via e vediamo delle luci in casa sua, comprendiamo che qualcosa non va, informiamo i coordinatori che attivano le forze dell'ordine». Pellicciardi conviene che la gente è esasperata ed impaurita. «Per questo insiste dobbiamo essere uniti fra di noi. Stando bene attenti anche a ciò che diffondiamo nei social».






