"Siamo sotto attacco e le bombe ibride continuano a cadere: il tempo per agire è subito".
Campagne di disinformazione, azioni cyber, penetrazione nel tessuto economico, sabotaggi. L'Italia - e l'Occidente - è nel mirino di Stati autoritari come Russia e Cina, che sfruttano le vulnerabilità dei Paesi democratici.
Succederà così che "ci sveglieremo, un giorno, di fronte a un danno catastrofico e ci chiederemo, 'sorpresi', cosa sia avvenuto". Serve, dunque, cambiare approccio: 10-15mila militari in più dedicati ai settori cyber, spettro elettromagnetico e nuove tecnologie; un'Arma cyber, civile e militare, da 5mila unità e la possibilità di agire prevenendo gli attacchi, senza attenderli passivamente, perché "contenere non basta". In un 'non paper' di 125 pagine - "Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva" - il ministro della Difesa Guido Crosetto offre la sua visione su "una delle più subdole minacce che ogni giorno erode in modo silente la sicurezza delle nostre società". Si tratta - viene indicato nel documento presentato lunedì al Quirinale dal ministro nel corso del Consiglio supremo di Difesa - di "una attività malevola sotto soglia, in incessante mutamento, adattiva, multidominio e multidimensionale, volta a colpire in modo asimmetrico i centri di gravità dei nostri sistemi di governance". È, ha aggiunto, "una guerra combattuta con 'bombe' meno visibili di quelle fisiche, ma che cadono incessantemente, producendo danni che, se guardiamo le tendenze e se non cambiamo l'approccio, potremmo non essere in grado di contenere".










