ROMA. Contro la guerra ibrida, fatta di attacchi cibernetici, disinformazione e droni, «l'Italia sta lavorando a un'iniziativa che auspichiamo possa essere condivisa da tutti i Paesi europei». L'annuncio arriva dal ministro della Difesa Guido Crosetto, nel giorno in cui si è riunito il Consiglio supremo di Difesa, presieduto da Mattarella. Crosetto ha presentato un rapporto che indica «la necessità per l'Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d'innovazione come quelli contenuti nel Libro bianco per la difesa 2030». Bisogna aumentare la cooperazione tra i Paesi membri della Nato e rafforzare le industrie della Difesa, per colmare le lacune emerse con la guerra ibrida lanciata da Mosca all'Italia e ai suoi alleati.

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Fra le priorità ci sono lo scudo aereo e una flotta italiana di droni militari; ne servono almeno duemila per una spesa di qualche miliardo, capaci di fronteggiare eventuali attacchi per affrontare le incursioni di velivoli comandati da remoto e provenienti dalla Russia, che da mesi sorvolano i cieli degli aeroporti nel Nord del continente.

Attualmente l'Italia dispone solo di un numero molto limitato di droni, in particolare i Reaper, utilizzati per la ricognizione; manca invece una flotta di velivoli di più recente generazione