Palazzo Chigi: “Il confronto resta aperto, nessuna estensione ulteriore della cassa integrazione”
Lo stabilimento ex Ilva di Taranto
Roma – "Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero a partire da domani, con assemblee. Perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro". Cosi il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine dell'incontro sull'ex Ilva a Palazzo Chigi, riferendo la decisione dei sindacati e sostenendo che "il piano porta alla chiusura dell'ex Ilva. È mancato il senso di responsabilità delle istituzioni e del governo".
Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, spiega: "Noi abbiamo chiesto alla presidenza del Consiglio di sospendere, di ritirare il piano e di fare intervenire direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ci hanno risposto di no e noi abbiamo deciso ovviamente di dichiarare sciopero a partire dalla giornata di domani".
Il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, afferma: il piano sull'ex Ilva "di fatto va a ridimensionare le attività, perché ferma tutte le aree a freddo e questo per noi è inaccettabile perché ha riflessi importanti su tutti gli stabilimenti, non solo su Taranto. Abbiamo chiesto e ribadito più volte di ritirarlo, perché ci sembra la prospettiva di chiudere lo stabilimento per poi metterlo a disposizione di eventuali potenziali acquirenti che oggi non ci sono. Questo per noi è inaccettabile. Già da domani faremo assemblee, dichiarazione di sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti e quindi si procederà con questa posizione". "La cosa poi singolare su cui il governo ci ha informato - aggiunge - è che il piano industriale che noi abbiamo discusso nel mese di luglio, condiviso con i commissari e con il governo, di fatto nel bando nuovo non c'è più. C'è un ridimensionamento totale, quindi è chiaro che per noi significa aprire uno scontro anziché essere un elemento di alleanza che ci aveva visto giocare una partita importante e difficile con il governo a fine di luglio. Non c'è nulla, non c'è neanche un disegno diverso rispetto a quello di esaminare potenziali acquirenti che di fatto oggi non ci sono. Abbiamo ribadito la necessità che lo Stato si faccia imprenditore, visto che questo è un asset strategico", rimarca Uliano.













