«Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero a partire da domani, con assemblee. Perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro». Cosi il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine dell’incontro sull’ex Ilva a Palazzo Chigi, riferendo la decisione dei sindacati e sostenendo che «il piano porta alla chiusura dell’ex Ilva. È mancato il senso di responsabilità delle istituzioni e del governo».

«Abbiamo chiesto al governo di ritirare un piano che ferma tutte le aree a freddo, che ci sembra la prospettiva di chiudere lo stabilimento per metterlo nelle disponibilità di potenziali acquirenti, che ad oggi non ci sono» mentre «il piano industriale che abbiamo discusso a luglio e condiviso con i commissari e con il governo di fatto nel nuovo bando non c’è più, c’è un ridimensionamento totale e questo per noi significa aprire uno scontro, al posto dell’elemento di alleanza che ci aveva visto giocare una partita importante con il governo. Oggi queste condizioni non ci sono e quindi andiamo allo scontro», dichiara Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, al termine del tavolo sindacati-governo. «Non c’è nulla - ribadisce Uliano - non c’è neanche un disegno diverso» e rispetto ai potenziali acquirenti «oggi non ce ne sono. Abbiamo ribadito la richiesta al governo di farsi impresa, se questo è un asset strategico».