Caricamento player

Sabato, durante un comizio a Caracas, il dittatore venezuelano Nicolás Maduro ha canticchiato Imagine di John Lennon. Il video di quel siparietto è circolato molto, da un lato perché l’inglese stentato di Maduro ha effetti volutamente comici, dall’altro perché è emblematico di una sua tattica diventata sempre più frequente: l’uso di una retorica esplicitamente pacifista per rispondere alle minacce degli Stati Uniti, che stanno eseguendo un imponente schieramento navale al largo del Venezuela come parte della campagna di pressione per rovesciare il suo regime.

Spesso Maduro comunica questi messaggi proprio in lingua inglese, cosa che fa intendere come non siano diretti solo al pubblico venezuelano ma anche a quello statunitense, e in particolare al presidente Donald Trump.

Durante il comizio di sabato Maduro ha invitato ad «andare a cercarsi il testo» di Imagine, un riferimento al messaggio antimilitarista della canzone, che chiede di immaginare che non esistano confini e che le persone non abbiano più ragioni per combattere tra loro. Citandola Maduro intendeva invocare valori di pace universale, contro i progetti d’invasione che attribuisce agli Stati Uniti.

Da fine agosto l’amministrazione Trump ha iniziato ad ammassare mezzi militari nelle acque intorno al Venezuela. Formalmente questi dovrebbero servire per presunte operazioni antidroga nel mar dei Caraibi, con cui gli Stati Uniti attaccano piccole imbarcazioni sospettate di essere usate dai narcotrafficanti per trasportare droghe dal Venezuela. Gli attacchi sono stati finora più di 20 e hanno ucciso più di 80 persone, nessuna delle quali accusata formalmente né tantomeno sottoposta a processo.