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Lunedì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano per la fine della guerra nella Striscia di Gaza proposto dal presidente statunitense Donald Trump. Tra le altre cose prevede l’invio nel territorio di una “Forza di stabilizzazione internazionale” (nota anche con l’acronimo inglese ISF), e rimane piuttosto vago sul futuro della Striscia e sulla possibile nascita di uno stato palestinese. Il testo approvato dal Consiglio di sicurezza è la “fase due” del piano che Israele e Hamas avevano accettato a ottobre, iniziando un cessate il fuoco che sta perlopiù reggendo.
Secondo il piano la futura forza di sicurezza a Gaza sarà costituita con la collaborazione di Egitto e Israele, non sarà gestita dall’ONU e dovrebbe mantenere la pace finché Hamas non sarà disarmato e finché Gaza non sarà ricostruita e capace di una qualche forma di governo autonomo. Sono obiettivi molto ambiziosi, e per ora sono stati definiti pochi dettagli sulla composizione e sul funzionamento di questa forza, che dovrebbe anche addestrare un corpo di polizia palestinese indipendente (quello che attualmente opera nella Striscia è gestito da Hamas).
Il piano prevede anche il ritiro dei soldati israeliani dalla Striscia, una volta che la ISF sarà in grado di controllarla (quindi senza dare tempistiche precise) e l’istituzione di una specie di governo di transizione presieduto da Trump. Questo dovrebbe gestire la sicurezza del territorio, la distribuzione di aiuti umanitari e la ricostruzione.













