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Lunedì un gruppo formato da una quindicina di persone di origine cinese ha aggredito i lavoratori in presidio di fronte a un capannone di Prato. È stata l’ennesima spedizione punitiva organizzata negli ultimi due anni contro gli scioperi indetti per protestare contro le pessime condizioni di lavoro a cui sono sottoposti i lavoratori. Nell’aggressione sono rimasti feriti anche due agenti della Digos, presi a calci e pugni.

Il presidio era stato organizzato di fronte alla Euroingro, un consorzio che riunisce più aziende nel settore della produzione di accessori per l’abbigliamento. I lavoratori, in prevalenza pakistani, protestavano perché costretti a lavorare 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana e quasi sempre con contratti irregolari, completamente in nero. Dopo aver coinvolto i sindacati di base per ottenere condizioni di lavoro migliori, alcuni dipendenti sono stati licenziati.

L’aggressione è stata ripresa da alcuni video girati dai lavoratori in sciopero. Nei filmati si vede un gruppo formato da una quindicina di persone uscire insieme da un capannone per minacciare i manifestanti. Dopo alcuni momenti molto tesi, un’agente della Digos intervenuta per cercare di riportare la calma è stata spinta a terra. A quel punto la violenza è aumentata: gli aggressori hanno iniziato a sferrare calci e pugni ai lavoratori, ai poliziotti e ai sindacalisti. Il gazebo è stato distrutto.