Decine di migliaia di persone hanno partecipato ieri sera alle proteste civili e dell'opposizione contro il governo del premier Robert Fico in tante città della Slovacchia.

La festa dei 36 anni dalla caduta del comunismo quest'anno, per la prima volta, sarebbe passata inosservata, e trascorsa al lavoro, dal momento che il governo ha abolito il giorno festivo per "consolidare le finanze pubbliche".

Nonostante ciò, e nonostante il maltempo, ieri sera le piazze in molte città del Paese sono state riempite dai presidi dei cittadini indignati. E per ricordare la famosa "rivoluzione di velluto", gli slovacchi hanno fatto ricorso al gesso: dall'idea di uno studente di Poprad, il primo a servirsene, in tutto il Paese sono infatti emerse iscrizioni di protesta sui marciapiedi. Scritte appunto col gesso. La maggiore affluenza alle manifestazioni di protesta è stata registrata a Bratislava, dove secondo le stime, 50 mila persone si sono riunite nella Piazza della Libertà, davanti alla sede del governo. I media slovacchi hanno informato anche di manifestazioni a Kosice, Banska Bystrica, Poprad e Trnava. A Kosice (est) sono arrivate 20.000 persone. Il premier Robert Fico ha dedicato la sua celebrazione del 17 novembre alle persone in età pensionabile. Nel tempo delle proteste e delle manifestazioni civili, il suo partito Smer-Ds ha organizzato un incontro con gli elettori a Nitra (sud). Fico ha invitato a una maggiore tolleranza nella società, ma anche a un cambiamento del sistema politico nel Paese: "Riformiamo il sistema politico slovacco sulla base dei principi delle elezioni democratiche libere. Non è possibile che 31 partiti si candidino e che non si riesca e formare un governo basato su ampie coalizioni in grado di funzionare".