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21 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:55

Migliaia di persone sono scese in piazza a Bratislava ed in altre otto città della Slovacchia per difendere lo stato di diritto e contestare alcuni provvedimenti legislativi voluti dall’esecutivo guidato dal premier Robert Fico. Il governo ha infatti deciso di smantellare l’agenzia che si occupa della protezione di chi denuncia irregolarità sul luogo di lavoro sostituendola con un organismo nominato dall’esecutivo e di cambiare le modalità di approccio nei confronti dei testimoni chiave nei procedimenti giudiziari. Michail Simecka, leader del partito di opposizione Slovacchia Progressista, ha dichiarato durante un comizio, come riportato da Al Jazeera, che “loro (il governo) hanno utilizzato una motosega contro lo Stato di diritto” e che “la Slovacchia è l’unico Paese in cui l’esecutivo vara leggi per rendere la vita più facile ai criminali e alla mafia”. La Corte Costituzionale, interpellata da 63 parlamentari, ha momentaneamente sospeso la validità della legge che smantella l’agenzia in attesa di esprimersi sul merito del provvedimento. Le organizzazioni non governative slovacche avevano definito la legge come un tentativo di mettere la museruola a chi critica la corruzione presente nel Paese. La Corte Costituzionale ha inoltre cassato un provvedimento, varato lo scorso aprile e definito dai critici come un tentativo di avvicinare la Slovacchia alla sfera d’influenza della Russia, che costringeva la ONG a rivelare chi sono i propri donatori e l’identità dei propri membri.