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Rientrare nei parametri Ue rafforzerà il Paese e sbloccherà risorse per miliardi
Il sentiero per guidare l'Italia fuori dalla procedura d'infrazione è tracciato, ma molto stretto. Per questo il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, dovrà tenere duro o comunque trovare compromessi alle pressanti richieste non solo da parte degli alleati di governo. Basti pensare che, negli ultimi giorni, sono fioccati 5.742 emendamenti (1.600 dalla maggioranza) alla legge di bilancio. La stragrande maggioranza di questi finiranno su un binario morto, ma entro stasera si dovranno depositare i 414 emendamenti "segnalati" da parte dei vari gruppi, in particolare, ci sarà attenzione su quelli delle forze di governo: ovvero quelli che saranno presi maggiormente in considerazione e avranno più chance di essere approvati. La premier Giorgia Meloni dovrebbe convocare un vertice di maggioranza prima del voto in commissione di giovedì.
Secondo quanto emerso ieri, nei segnalati della Lega ci sarebbe l'estensione della rottamazione quinquies ai contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Inoltre, si vorrebbe ammettere quelli che hanno ricevuto un accertamento e hanno regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi. Ci sarà anche la modifica al rialzo delle tasse sugli affitti brevi (tra chi vuole cancellarla e chi limitare l'aliquota al 23%) oltre alla nuova tassa sull'oro e probabilmente la tassa da 2 euro sui pacchetti in arrivo al di fuori dell'Ue. I tre partiti di maggioranza - Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia - hanno chiesto lo stop dell'innalzamento al 33% della tassazione sulle plusvalenza derivante dalle cripto-attività. Mentre Forza Italia chiede la proroga fino al 2027 del bonus elettrodomestici.






