Arriverà mercoledì in Consiglio dei ministri, secondo fonti di governo, il nuovo dl cosiddetto “sicurezza”, che contiene anche un pacchetto di misure volto a rendere (molto) più veloce l’esecuzione degli sfratti. Il dl sfratti sembrava destinato a un Cdm già nella prima settimana di novembre, ma è stato rinviato: non è un segreto che norme simili creino malumore in una parte di mondo cattolico che pur è vicino al centrodestra.

Il pacchetto in sintesi: una nuova Autorità per l’esecuzione degli sfratti, indipendente dai tribunali, che in caso di due mesi di morosità dell’inquilino, in 10 giorni possa far eseguire lo sfratto. E l’iter velocizzato, già previsto per l’occupazione delle prime case dal primo dl sicurezza del 2025 (di sicurezza, a quanto pare, non ce n’è mai abbastanza), che viene esteso anche alle seconde, terze, quarte case. Un segnale di forte vicinanza a quei proprietari che attendono mesi, a volte anni, per rientrare in possesso di un immobile. Ma che difficilmente risolverà il problema: che non dipende solo dalle leggi (già oggi con le leggi vigenti il provvedimento si potrebbe chiudere in quattro o cinque mesi) ma dal contesto. Tribunali in carenza di personale, case pubbliche insufficienti, affitti in costante crescita.