Seduti attorno al tavolo, insomma, ci sono i rappresentanti di tutte le forze politiche che sostengono il Governo. Ci sono anche i leghisti, anche se non Matteo Salvini, il più netto nell'invitare a riflettere su possibili nuovi invii di armi a Kiev. E' proprio dall'Ucraina che Mattarella, Meloni e i ministri avviano la riunione: osservano "con preoccupazione l'accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale"; mettono in luce i bombardamenti su Kiev, le numerose vittime, le "gravi" interruzioni energetiche: "il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo". Ecco perché - si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione - il Consiglio conferma "il pieno sostegno italiano all'Ucraina nella difesa della sua libertà" e "in questo senso si inquadra il dodicesimo decreto di aiuti militari", che verrà presentato il prossimo 2 dicembre da Guido Crosetto in Copasir. Fondamentale, per Mattarella e il Governo, rimane la partecipazione alle iniziative dell'Ue e della Nato di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese.