Una riunione fiume, che va avanti per oltre tre ore, e che serve - anche dopo i distinguo arrivati negli ultimi giorni dentro la maggioranza - a ribadire in modo chiaro e netto la posizione dell'Italia sullo scacchiere internazionale. Sergio Mattarella riunisce al Quirinale il Consiglio Supremo di Difesa e analizza insieme al Governo i principali dossier di politica estera. Con lui, tra gli altri, oltre alla premier Giorgia Meloni, ci sono il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani; il titolare dell'Interno, Matteo Piantedosi; il ministro della difesa, Guido Crosetto; il titolare dell'Economia, Giancarlo Giorgetti; il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano. Seduti attorno al tavolo, insomma, ci sono i rappresentanti di tutte le forze politiche che sostengono il Governo. Ci sono anche i leghisti, anche se non Matteo Salvini, il più netto nell'invitare a riflettere su possibili nuovi invii di armi a Kiev.

È proprio dall'Ucraina che Mattarella, Meloni e i ministri avviano la riunione: osservano "con preoccupazione l’accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale"; mettono in luce i bombardamenti su Kiev, le numerose vittime, le "gravi" interruzioni energetiche: "il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo". Ecco perché - si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione - il Consiglio conferma "il pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della sua libertà" e "in questo senso si inquadra il dodicesimo decreto di aiuti militari", che verrà presentato il prossimo 2 dicembre da Guido Crosetto in Copasir. Fondamentale, per Mattarella e il Governo, rimane la partecipazione alle iniziative dell’Ue e della Nato di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese. Non solo. C'è anche l’impiego di droni messo in campo da Mosca, violando lo spazio aereo della Nato e dei Paesi sul fronte est, che se da un lato conferma "la prontezza dell’Alleanza Atlantica", dall’altro evidenzia "la necessità per l’Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d’innovazione come quelli contenuti nel Libro bianco per la difesa 2030".